I nani del caos restano una delle fazioni più interessanti di Warhammer perché uniscono identità visiva, storia e un modo di giocare molto preciso: poche concessioni, tanta disciplina, artiglieria pesante e un gusto evidente per la corruzione industriale. Qui trovi una guida concreta per capire chi sono davvero, come si collocano oggi tra Warhammer: The Old World e Age of Sigmar, e come iniziare una collezione o una lista senza sprechi. Se vuoi scegliere con criterio cosa comprare, come schierarli e come dipingerli, questa è la base giusta.
In breve, i duardin di Hashut funzionano meglio quando tema, gioco e hobby vanno nella stessa direzione
- Nel 2026 la loro presenza si divide tra il vecchio immaginario dei Chaos Dwarfs e la fazione moderna dei Helsmiths of Hashut.
- In The Old World esistono come Legacy Army List, utile per giocare ma non pensata per il matched play competitivo.
- In Age of Sigmar la gamma attuale è supportata da battletome, Spearhead e nuove uscite.
- Sul tavolo rendono al meglio con un nucleo solido di fanteria, supporto da tiro e una minaccia mobile che chiuda i fianchi.
- Per iniziare in modo sensato, conviene partire da un box che giochi davvero, non dal pezzo più scenografico.
- La pittura migliore insiste su metalli sporchi, calore, cenere e contrasti forti, non su una doratura uniforme.
Cosa sono davvero i duardin di Hashut
La prima cosa da capire è che qui non parliamo di “dwarfs con il cappello strano”, ma di una cultura precisa: una stirpe di duardin che ha trasformato orgoglio, tecnica e culto del fuoco in un impero crudele e gerarchico. Io li leggo sempre come una fazione che porta all’estremo l’idea del controllo: forge, catene, disciplina militare e una magia che non viene usata per celebrare, ma per dominare.
Il loro fascino nasce proprio da questa contraddizione. Sono nani, quindi associati a resistenza, lavoro, metallo e tradizione, ma il loro volto è deformato da Hashut, dalla daemonologia e da un’industria che non produce ricchezza: produce potere. Sul tavolo questo si traduce in miniature con siluette pesanti, armature aggressive, macchine da guerra e dettagli molto leggibili, che in un esercito ben dipinto fanno subito scena.
In pratica, la fazione attira tre tipi di giocatori: chi ama i temi oscuri, chi cerca un esercito con forte identità visiva e chi vuole una lista che premi la pianificazione più che l’impulso. Ed è proprio questa doppia anima, industriale e sacrilega, che rende utile distinguere il vecchio cuore della fazione dalla sua versione attuale sul tavolo.
Dove si collocano oggi tra The Old World e Age of Sigmar
Nel 2026 la risposta breve è questa: se cerchi i Chaos Dwarfs classici, li trovi nel perimetro di Warhammer: The Old World come Legacy Army List; se cerchi la fazione nuova e pienamente supportata, la strada è Age of Sigmar con i Helsmiths of Hashut. La differenza non è solo narrativa: cambia il formato di gioco, il tipo di basi, la costruzione della lista e il modo in cui il progetto hobby va pensato fin dall’inizio.
| Criterio | The Old World | Age of Sigmar |
|---|---|---|
| Stato della fazione | Legacy Army List, giocabile con il regolamento di The Old World ma non aggiornata in linea con le future uscite | Fazione attuale, con battletome e supporto moderno |
| Stile di gioco | Truppe in rango, manovra sui fianchi, basi quadrate | Gioco più diretto e compatto, su basi rotonde |
| Accessibilità | Ottima se hai già modelli storici o ami il sapore classico | Più semplice se vuoi partire da una gamma nuova e facilmente reperibile |
| Rischio pratico | Non è pensata per matched play events | È la via più lineare se vuoi regole vive e una community attiva |
| Per chi la consiglio | Per chi vuole rank & file, manovra e nostalgia ben regolata | Per chi vuole un ingresso attuale, scenografico e immediato |
Se dovessi riassumerla in modo netto, direi questo: The Old World è il posto giusto per il sapore classico, Age of Sigmar è il posto giusto per investire oggi. Una volta deciso il formato, la domanda successiva diventa molto più concreta: come si costruisce una lista che funzioni davvero in partita?
Come giocano sul tavolo
La fazione rende meglio quando la pensi come un esercito di attrito, non come un’accozzaglia di pezzi forti. Il centro tende a essere duro da spostare, la pressione a distanza obbliga l’avversario a muoversi, e le unità più mobili servono a punire gli errori o a chiudere i varchi. Io non la imposterei mai come una lista “tutto mostri” o “tutto cannoni”: perde coerenza e, spesso, anche efficienza.
| Elemento | Ruolo reale | Errore comune |
|---|---|---|
| Coorte Infernale o Infernal Guard | Tiene il centro, protegge i personaggi e occupa spazio | Schierarla troppo avanti senza supporto |
| Artiglieria | Costringe l’avversario a rispettare il tuo raggio di minaccia | Portarne troppa e restare corto di presenza sul tavolo |
| Minocentauri o Bull Centaurs | Aprono i fianchi e trasformano una breccia in una rottura vera | Usarli come fanteria d’attrito |
| Hobgoblin | Schermi, sacrificio, obiettivi e disturbo | Trattarli come se dovessero vincere gli scontri decisivi |
| Despota o stregone | Comando, sinergie e tenuta morale | Lasciarlo isolato invece che integrato nel nucleo |
Nella Legacy Army List di The Old World i vincoli spingono proprio in questa direzione: almeno il 25% in Core, fino al 50% in Characters, speciali fino al 50% e rare fino al 25%. In più, alcune scelte chiave sono limitate a 0-1 per 1.000 punti, quindi la lista non si improvvisa: va disegnata come un sistema. Tradotto senza giri di parole, non vincono perché hanno tutto; vincono quando ogni pezzo fa pressione nel momento giusto.
Se guardo la fazione da giocatore, il principio è semplice: prima si stabilisce il centro, poi si costruisce il fianco, e solo dopo si aggiunge il pezzo che fa paura. Da qui il problema successivo è naturale: cosa conviene comprare davvero per non bruciare budget?
Come iniziare la collezione senza sprecare budget
Qui la scelta cambia molto in base al formato. Se vuoi entrare in Age of Sigmar, il punto di partenza più lineare è la Spearhead, che nel negozio ufficiale è a 120,00 €; il tomo da guerra è a 50,00 €. Se ti serve un leader economico e utile anche come miniatura da pittura, il Despota di Guerra costa 31,50 €; se invece vuoi un pezzo centrale più imponente, la Macchina Dominator è a 61,50 €.
| Acquisto | Prezzo ufficiale | Perché ha senso |
|---|---|---|
| Spearhead: Fabbri Infernali di Hashut - Schiera Forgia Infernale | 120,00 € | È l’ingresso più rapido se vuoi giocare subito e non solo collezionare |
| Tomo da Guerra del Caos: Helsmiths of Hashut | 50,00 € | Ti dà regole, sfondo e struttura per costruire la fazione con criterio |
| Despota di Guerra | 31,50 € | Ottimo come comandante, ma anche come miniatura singola da rifinire bene |
| Macchina Dominator | 61,50 € | Centro visivo forte, utile se vuoi un esercito che “si veda” subito sul tavolo |
Per la versione The Old World il ragionamento è diverso: contano molto di più la disponibilità dei modelli, le basi quadrate e la coerenza con la Legacy Army List. Qui io partirei da fanteria, personaggio e una scelta di supporto, non dal pezzo più raro o più costoso del mercato secondario. Il motivo è semplice: una collezione Chaos Dwarfs credibile non nasce dall’eccezione, ma dal nucleo.
Se hai già in mente di collezionarli anche per la vetrina, il consiglio più sano è questo: compra prima quello che userai davvero, poi il modello che vuoi dipingere per puro piacere. È una distinzione piccola solo in apparenza, ma risparmia soldi e frustrazione.

Come dipingerli per far emergere metallo, fuoco e cenere
Qui la fazione dà il meglio di sé, perché la grammatica visiva è fortissima. Io la costruirei sempre su tre pilastri: metallo scuro, calore controllato e basi aride. Il rischio più comune è esagerare con i toni brillanti e trasformare tutto in una lamina dorata uniforme; molto meglio lavorare per contrasti, lasciando che il nero, l’ottone e il rame ossidato facciano da cornice al fuoco.
| Colore o effetto | Dove usarlo | Perché funziona |
|---|---|---|
| Nero opaco e grigio fumo | Armature, giunture, tubi, basi | Fa risaltare i metalli e mantiene il modello leggibile |
| Ottone e rame ossidato | Piastre, rivetti, bordi, dettagli rituali | Richiama l’industria senza rendere tutto troppo “pulito” |
| Rosso, arancio e giallo caldi | Rune, fornaci, armi, bocche di fuoco | Guida l’occhio sui punti focali |
| Avorio, osso e beige spento | Barbe, corna, trofei, elementi rituali | Introduce contrasto organico con il metallo |
| Grigio cenere e terra arida | Basette | Ancora il modello a un ambiente credibile |
Il mio flusso, se dovessi semplificarlo, sarebbe questo: primer scuro, metallo di base, lavature pesanti, drybrush leggero sulle parti strutturali e poi piccoli punti di luce sul fuoco. L’OSL, cioè l’effetto di luce emessa da un oggetto, qui funziona bene solo se è misurato: usalo su fessure, rune e bocche incandescenti, non ovunque. Su queste miniature l’edge highlighting conta molto più di una sfumatura perfetta, perché le superfici dure e i bordi netti fanno parte del linguaggio della fazione.
Un’altra cosa che uso spesso è il contrasto basetta-miniatura: se la base è scura e polverosa, il bronzo sembra più caldo; se la base porta crepe arancioni o lava trattenuta, anche una miniatura piccola appare più aggressiva. È il tipo di dettaglio che non ruba la scena, ma alza il livello percepito di tutta l’armata.
Le decisioni che tengono insieme gioco, scala e identità
Se dovessi ridurre tutto a tre scelte, direi che sono queste:
- Decidi prima il formato, perché The Old World e Age of Sigmar chiedono basi, ritmo e aspettative diverse.
- Compra prima il nucleo e solo dopo il pezzo “manifesto”, così la fazione funziona davvero anche in partita.
- Stabilisci una palette unica prima di iniziare a dipingere, perché questa armata vive di coerenza visiva più che di singoli modelli sparsi.
Per me questa è la vera forza dei duardin di Hashut: non sono solo belli da vedere, sono una fazione che premia chi costruisce con metodo. Se tieni insieme lista, basing e pittura, il risultato è molto più di una collezione tematica: è un esercito con presenza, carattere e una storia che si legge al primo colpo d’occhio.